Se gia' non fosse tra noi, qualcuno dovrebbe inventarlo Roberto Cassani, e' un tale getto d'aria fresca in questo mondo pieno di se'” - John Davy

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Roberto Cassani, classe 1975, svezzato nella Lombardia rurale di Rivolta d’Adda, uno dei tanti posti che furono agricoli e schietti e che, almeno nella testa di Roberto, lo rimane. Si perche’ da quando l’allora giovanissimo Roberto si e’ trasferito nelle campagne della Scozia, ormai piu’ di due decenni fa, e’ maturato in un uomo ed artista di una integrita’ e originalita’ d’altri tempi. I tempi genuini di quel paesino che la lontananza ha cucito nella sua personalita’.

Cosi’ l’onesta’, la semplicita’, l’amicizia, le risate, la gentilezza, l’empatia, la resilienza  e l’amore per il prossimo, escono miracolosamente intatti tramite quella sua musicalita' unica , con quel suo contrabbasso saggio e quei versi in dialetto carichi di emozioni belle e brutte, spassose e tragiche, ma sempre e solo vere.

 

Procediamo con ordine, Roberto non veniva da una famiglia di musicisti, ma da una famiglia umile che gli voleva bene, che poi e’ l’unica cosa che conta.

Roberto comincio’ a suonare la chitarra a 9 anni, tirando ad indovinare, e quasi subito a scrivere canzoni. Appena maggiorenne venne messo sotto contratto da una grossa casa discografica e gli fu affiancato come “mentor” il grande contrabbassista  jazz Giovanni Tommaso. L’infatuazione con l’improvvisazion, il contrabbasso e la musica vera nacque proprio allora. Giovane e testone, Roberto non riusci’ a digerire le esigenze pop della discografia e abbandono’ prima di realizzare il suo debut album. Nel frattempo, un anno da obiettore di coscienza gli aveva svelato l’importanza delle cure agli anziani e ai bisognosi. Questi cambiamenti, uniti alla voglia di viaggiare, spinsero Roberto a partire per la Gran Bretagna.  Quelli erano tempi di avventure spensierate, quando si poteva vivere senza scattarsi foto ad ogni pasto, senza internet e social. Roberto parti’ senza soldi, senza dimora, senza arte ne parte e pure senza parlare l’Inglese. Entro la fine dell’anno parlava un Inglese da libro e si era innamorato di Lara, che segui’ nella sua Scozia, sempre senza soldi, ma con tanto amore. Roberto si laureo’ da infermiere e tutt’ora continua la sua passione per le cure al bisognoso. Piu’ di vent’anni dopo, Roberto, Lara e la piccola Ruby stanno ancora li’ nel Perthshire, semplicemente felici.

Si ma la musica?

 

Roberto non riusci’ a starci lontano per molto. All’arrivo in Scozia, non conoscendo nessuno, inizio’ a suonare nei pub, da solo con la chitarrina acustica. Si accorse subito che il suo Inglese fortemente accentato faceva sorridere il publico, e allora si invento’ un “personaggio” da cantautore comico che gli fece riscuotere parecchio successo ed entro breve, gli fece girare il mondo, soprattutto quando ci uni’ il suo contrabbasso è la collaborazione di grandi musicisti locali, come l’amico e chitarrista Owen Nicholson.

Ormai da piu’ di 10 anni, Roberto alterna l’attivita da contrabbassista “session” con molti dei migliori nomi Scozzesi in ambito Folk, World, Jazz e cantautorale, con piu’ sporadiche uscite “Comico-musicali”. Avendo suonato centinaia di concerti e girato un po’ ovunque, e’ difficile per Roberto ricordarsi i preferiti. Spiccano le molteplici apparizioni a blasonati Festivals come Fringe, Celtic Connections, Belladrum, Wickerman, Folk Alliance in USA and Canada, i posti belli come i teatri e il famoso Sun Studio a Memphis, ma sopprattutto le centinaia di serate in piccoli locali dispersi ovunque, dalla Scozia piu’ remota, ad isole pittoresche, vecchie imbarcazioni, chiesette sconsacrate e “folk” clubs in ogni dove. Quasi piu’ di tutto, per Roberto conta la “mentorship” e l’amicizia con il leggendario contrabbassista Inglese Danny Thompson, che riconoscendo Roberto come grande artista, ne ha aiutato la formazione, non solo con la sua conoscenza enciclopedica, ma con la sua meravigliosa umanita’ e l’insegnamento che la musica vale solo se viene dal cuore.

 

Con gli insegnamenti di Danny, la carriera di Roberto si e’ impennata e musicalmente la possibilita’ di “svolta” e’ arrivata proprio nel 2020, anno della Pandemia Covid. Roberto sente il forte bisogno di accomunare le esperienze delle sue amate campagne Lombarde, con la Scozia rurale in cui vive. Gli viene l’idea di fondere la sua cultura d’origine, tramite il dialetto “Rivoltano”, con il ricchissimo patrimonio della musica “trad” moderna Scozzese. Facilitato dal fatto che gia’ lavora con alcuni dei musicisti piu’ gettonati del genere (Ross Ainslie, Anna Massie, John Somerville, Hamish Napier, Greg Lawson, Steve Fivey e il produttore, Italiano anche lui, Andrea Gobbi), Roberto scrive l’album “Ansema we Stand”. Il ministero artistico Scozzese “Creative Scotland” ne riconosce il valore e si offre di finanziare il progetto, il che conferisce a Roberto il pieno controllo artistico di un album unico e bellissimo.

 

 

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Roberto Cassani
Photo Elina Karadzhova

Roberto Cassani Photo Elina Karadzhova

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